Storia della Chitarra a Dieci Corde  
  L’idea di ampliare il suono della chitarra, attraverso l’aggiunta di ulteriori corde allo strumento, si realizza nel corso dell’Ottocento.
1826 chitarra decacorde Lacote Analogamente alla storia del liuto che, per motivi musicali ed estetici - a partire dalla fine del Rinascimento -, viene dotato di più corde(passando da 6, 7, 8 e 10 cori fino a giungere nei modelli barocchi a 11 e 13 cori) così pure ad un certo punto la chitarra conosce una simile evoluzione. In tal senso quelli che seguono furono i principali esperimenti.

Le chitarre pluricorde del primo Ottocento non avevano manici più larghi; si tastavano sempre e soltanto le prime 6 corde, mentre le altre addizionali erano fuori dalla tastiera.

Intorno al 1828 Fernando Carulli (1770 – 1841) utilizza una chitarra a 10 corde, le sei tradizionali più quattro gravi su un ampliamento del manico. Fu costruita per lui dal liutaio Renè Lacote. Carulli scrisse alcune opere appositamente per questo strumento, che si possono trovare sul suo metodo “Méthode complete pour la décacorde nouvelle guitare”op. 293 appunto dedicato alla chitarra a 10 corde. L’accordatura di questo particolare strumento era (partendo dalla prima corda):

E – B – G – D – C – B – A – G – F – E .


Il compositore e chitarrista francese Napoléon Coste (1806 – 1883) applicò una settima corda “volante” (vale a dire fuori dal manico) alla chitarra, accordata in Re o in Do. Per questo tipo di strumento scrisse buona parte della sua musica. Coste intuì che il repertorio antico poteva essere eseguito più efficacemente ampliando l’estensione dello strumento: una foto d’epoca lo ritrae mentre suona chitarre ibride pluricorde che imitano liuti e tiorbe.

 
 
1830 chitarra decacorde Lacote

1830 chitarra decacorde Lacote
Chitarra 7 corde Lacote

Chitarra 7 corde Lacote
 
  Johann Kaspar Mertz (1806 – 1856) e Luigi Legnani (1790 – 1877), adoperarono nel corso della loro carriera chitarre ad 8 corde (costruite dal liutaio viennese Georg Stauffer) al fine di ottenere un suono più forte e più profondo. I bassi potevano essere accordati in G, B o C, o con altre note necessarie alla tonalità del brano.

Chitarra 8 corde Stauffer


Anche il chitarrista croato Ivan Padovec (1800 – 1873) adoperava in concerto una chitarra a 10 corde (che, secondo i suoi biografi, sarebbe stata da lui ideata e commissionata al liutaio Stauffer), con la quale si esibì in tutta Europa.

Sempre nel corso dell’Ottocento vennero fatti ulteriori esperimenti nella costruzione di chitarre pluricorde, dotando lo strumento di un doppio manico per sostenere le corde addizionali. Tipicamente questi strumenti, conosciuti come chitarra contrabbasso o chitarra arpa, potevano avere da 9 a 14 corde, in parte tastate ed in parte sciolte.







Chitarra 8 corde Stauffer

Vennero adoperate, ad esempio, nella musica tradizionale austriaca o adottate da alcuni virtuosi italiani del primo Novecento (i fratelli Pasquale e Peo Caraffo).

 
 
1840 chitarra contrabbasso viennese con bassi volanti

1840 chitarra contrabbasso viennese
con bassi volanti
Chitarra arpa a 12 corde con doppio manico

Chitarra arpa a 12 corde
con doppio manico
 
 
Chitarra 11 corde Schertzer

Chitarra 11 corde Schertzer
Chitarra arpa a 12 corde con doppio manico

Chitarra arpa Schertzer a 13 corde
 
  In tempi molto più recenti, dopo alcuni esperimenti, il liutaio spagnolo Jose Ramirez III, che dedicò molti studi al fine di arricchire ed ampliare il suono della chitarra, prese contatti con Narciso Yepes con il quale elaborò l’idea di aggiungere delle corde allo strumento. Yepes suggerì a Ramirez di aggiungere le corde nell’estensione grave, su di un ampio manico interamente tastato, con la possibilità di smorzare i suoni con la mano destra.
Nel 1964 ebbe così origine la prima chitarra a 10 corde “ moderna”. In un incontro privato, Yepes cominciò a provare il nuovo prototipo con molto impaccio e alla fine commentò solamente: "In che meraviglioso pasticcio mi sono imbarcato!"
 
  Narciso Yepes con la dieci corde Ramirez

Narciso Yepes con la dieci corde Ramirez
 
 
Caratteristiche
 
 

Chitarra a 10 corde Come caratteristica peculiare, rispetto al modello tradizionale, la chitarra a 10 corde possiede un notevole incremento di sonorità ed una vasta gamma di colori, creati dalle particolari qualità acustiche dello strumento.

Le quattro corde basse risuonano per simpatia all’unisono, creando un particolare effetto di dilatazione del suono.

Grazie alle corde aggiuntive si ottengono poi numerosi vantaggi:

  • si possono suonare i repertori di Mertz, Carulli e Coste nella loro veste originale;
  • si possono adoperare soltanto le 6 corde tradizionali, arricchendo semplicemente il suono di armonici;
  • si possono eseguire trascrizioni del periodo barocco (Bach, Weiss ecc.) in tonalità ed in estensione originale;
  • si possono suonare i brani, che prevedono la scordatura della sesta corda in Re, avendo accesso normalmente alla sesta corda;
  • si aprono vastissimi campi creativi sulla composizione di musiche moderne.
 
  Aspetti tecnici  
 

La chitarra a 10 corde ha, eccetto il manico e la paletta, le stesse dimensioni di quella a sei corde. Il manico, dovendo facilitare l’accesso alle corde alla mano sinistra, è molto più sottile e in questo può condizionare la tecnica esecutiva (ad esempio i legati sono più agevoli). La dieci corde può essere accordata in differenti modi:

 
 

Mi
1
Si
2
Sol
3
Re
4
La
5
Mi
6
Do
7
Si b
8
Mi b
9
La b
10

 
  Questa accordatura fu adottata da Yepes, con l’obiettivo di sopperire alla mancanza di alcuni armonici sulla chitarra a sei corde.  
 

Mi
1
Si
2
Sol
3
Re
4
La
5
Mi
6
Re
7
Do
8
Si
9
La
10

 
  Detta accordatura barocca, in quanto abbraccia l’estensione del liuto barocco. Naturalmente è possibile “scordare” i bassi per adeguarli alla tonalità del brano eseguito (spesso il Do 8 è portato a Do#, o il Si 9 a Si b).
 
 
Le mie 10 corde
 
 
Robert Siljak – 1993


Robert Siljak – 1993
Manne semiacustica (corde in nylon) - 2000

Manne semiacustica
(corde in nylon) - 2000